|
L'EPOCA D'ORO DEL MANDOLINO IN ITALIA ED A FIRENZE
Il "Reale Circolo Mandolinisti Regina Margherita" . 1. Guido Bizzari; 2. Luigi Bianchi; 3. Carlo Munier; 4. Leonida Giovannetti; 5. Ricardo Matini; 6. Amrigo Parini. (Foto gentilmente fornita da Ermanno Zappacosta) La seconda metà del 1800 e le prime decadi del 1900 rappresentarono in Italia il periodo della grande diffusione della cultura mandolinistica; tale periodo viene oggi definito "l’epoca d’oro del mandolino". L’interesse per questo strumento era diffuso in ogni fascia sociale, e gli strumentisti si dividevano in "mandolinisti a musica" e "mandolinisti a orecchio". Risale appunto a questa epoca, e più precisamente al I marzo 1881, la nascita a Firenze, sotto l’Alto Patronato di S. M. la Regina d’Italia il "Reale Circolo Mandolinistico Regina Margherita"; la Regina non solo fu ammiratrice dello strumento, ma anche un’abile mandolinista. Per la precisione, il suo mandolino, recentemente restaurato, era un "Vinaccia" appositamente costruito dalla famosa liuteria di Napoli. Firenze in quell’epoca rappresentò un grande polo d’attrazione culturale. Scienziati ed artisti vi si trasferivano dal resto d’Italia e dagli altri paesi europei. Tra i musicisti che provenivano da altre regioni d’Italia ricordiamo Giuseppe Bellenghi e Carlo Munier, entrambi membri del prestigioso "Circolo Regina Margherita". Carlo Munier, definito all’epoca come "poeta ed idealista", fu anche direttore del Circolo, ebbe grandissima fama per le sue doti mandolinistiche oltreché per le numerosissime composizioni per mandolino solo e altri strumenti. Nel corso del tempo il Circolo ebbe anche altri direttori come Carlo Graziani Walter e Riccardo Matini. Molti altri artisti e musicisti partecipavano alla vita del Circolo Regina Margherita come i baritoni Casini, Battistini e Poul; i tenori Baldini e Mozzi; le celebri cantanti Vandar, Bulicioff, Frandin e le sorelle Ravogli oltre all’arpista Lorenzi ed ai violinisti Chiostri e Banti. Fra le importanti orchestre a plettro nate a Firenze alla fine dell’800 si cita quella delle "Cocchiate", diretta da Giuseppe Bellenghi, che fu fondata da alcuni nobili fiorentini che intendevano ripristinare l’antica tradizione cittadina di eseguire le serenate all’aria aperta su carri o cocchi. Altre orchestre del periodo erano quella del "Circolo dei Visacci", detto così dal nome popolare col quale viene chiamato a Firenze il Palazzo Altoviti di borgo degli Albizzi al n. 18, quella del "Circolo di Firenze" e quella del "Circolo A. Fridzeri" denominato così in memoria del celebre musicista settecentesco. Anche dopo la scomparsa di alcune delle grandi figure rappresentative dell’epoca d’oro del mandolino, e per questo la morte di Carlo Munier (Firenze, 10 febbraio 1911) potrebbe rappresentare lo spartiacque tra due epoche, alcune orchestre si impegnarono attivamente a seguire gli intendimenti del Maestro come la "Società orchestrale a plettro fiorentina Carlo Munier" diretta da Zulimo Pratesi. L’orchestra rimase attiva fino a pochi anni prima della seconda Guerra Mondiale. |
||||
![]() |
||||
![]() |
||||
![]() |
||||
|
|
||||
|
|
||||
|
|